In breve

Descrizione del laboratorio
Il corso intende promuovere un approccio multidisciplinare e partecipativo, fondato sulla collaborazione tra progettisti, istituzioni e comunità. Non si tratta solo di acquisire competenze tecniche, ma di sviluppare una nuova sensibilità: progettare con l’altro, anticipare bisogni e creare esperienze culturali fruibili da tutti, senza barriere.

Il percorso formativo nasce con l’obiettivo di formare professioniste e professionisti in grado di trasformare spazi ed eventi in esperienze realmente inclusive. L’accessibilità non è solo una questione tecnica, ma diventa un atto creativo, culturale e politico: significa pensare a tutti/e fin dalla fase progettuale.

Attraverso l’alternarsi di interventi teorici e casi studio, il percorso affronta in modo critico le sfide legate alla progettazione di allestimenti, depositi visitabili ed eventi aperti a tutti i pubblici, comprese le persone con disabilità sensoriali, motorie o cognitive. Saranno inoltre analizzate strategie e strumenti per rendere accessibile ogni elemento: dalla grafica alla comunicazione visiva e tattile, dagli apparati didascalici ai percorsi espositivi, fino all'importanza del corpo come mediatore nello spazio. 

Il corso è articolato in due giornate:

  • La prima giornata introduce i partecipanti al tema dell’accessibilità negli spazi culturali, con approfondimenti sugli allestimenti, le collezioni accessibili e la presentazione del caso studio del Parco archeologico di Altino. Seguono un intervento sul design visivo e sul ruolo del corpo nell’esperienza culturale, a cura di Nicolas D’Oronzio (exhibition designer), Marianna Bressan (Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna); Babet Trevisan, Barbara Poli e Angela Munari (Fondazione Querini Stampalia); Francesca Martini (graphic designer); Fabio Fornasari (architetto e museologo).
  • La seconda giornata approfondisce il tema dell’accessibilità come pratica culturale e comunicativa, con particolare attenzione ai pubblici dei bambini e alle diverse forme di partecipazione. Vengono affrontati i temi della progettazione inclusiva, l’organizzazione di eventi accessibili, e l’accessibilità nelle arti performative. La giornata si conclude con le riflessioni sulla comunicazione accessibile in ambito professionale e sul rapporto tra linguaggio, rappresentazione e disabilità, a cura di Margaret Middleton, (exhibit design); Paola Gazzola, (referente dei servizi educativi e accessibilità); Elisa Rampazzo (Fondazione Querini Stampalia); Enrico Bettinello (Ca’ Foscari); Adam Evans (IUAV e Ca’ Foscari); Sofia Righetti Nottegar, (formatrice e attivista). 

Obiettivi formativi

Il laboratorio si propone di:

  • promuovere l’acquisizione di una consapevolezza critica sull’accessibilità;
  • promuovere il valore culturale, sociale e politico dell'accessibilità nei contesti espositivi e negli eventi, superando la visione meramente normativa o tecnica;
  • sviluppare competenze progettuali inclusive;
  • fornire gli strumenti per ideare e realizzare allestimenti, depositi visitabili ed eventi accessibili, tenendo conto delle diverse esigenze fisiche, sensoriali e cognitive dei pubblici;
  • approfondire l’uso di strumenti e tecniche per la comunicazione accessibile;
  • promuovere un approccio interdisciplinare e collaborativo, in un’ottica di co-progettazione.

Esiti di apprendimento

Al termine del laboratorio, i e le partecipanti saranno in grado di:

  • definire il concetto di accessibilità culturale come prassi multidisciplinare, creativa e politica;
  • riconoscere le diverse tipologie di disabilità (sensoriali, motorie, cognitive) e i relativi bisogni in contesti culturali;
  • descrivere i principali strumenti e strategie per rendere accessibili spazi, eventi, allestimenti e contenuti museali;
  • riconoscere i vantaggi della co-progettazione, adottando approcci interdisciplinari;
  • descrivere i principi del design universale nelle varie fasi di progettazione;
  • applicare principi di design universale per ideare e realizzare allestimenti ed eventi accessibili;
  • utilizzare strumenti e tecniche per la comunicazione accessibile, evitando stereotipi e barriere linguistiche.

Destinatari

Il corso è rivolto a 30 professioniste e professionisti del settore culturale del Veneto o Triveneto: persone che si occupano di curatela, allestimenti, mediazione e servizi educativi, conservazione e promozione delle collezioni, grafica e comunicazione in musei, archivi e biblioteche interessate/i a rendere più accessibili i propri spazi e programmi.


Personeper è una iniziativa finanziata dall’Unione europea – NextGenerationEU nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, attuata dalla Direzione generale Musei – Ministero della Cultura, Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale, curata dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.