In short
Descrizione del laboratorio
Il corso si propone di fornire a professionistə della cultura strumenti teorici e pratici per affrontare in modo consapevole, rispettoso e con uno sguardo ampio – attento alla pluralità e alle differenze – le tematiche legate alle diversità e alla queerness, in relazione alle identità, ai linguaggi e alle rappresentazioni nei contesti culturali.
I luoghi di cultura sono spazi vivi, dove si raccontano storie, si costruiscono immaginari e si dà forma alla memoria collettiva. Per questo è fondamentale, musei, biblioteche e archivi si aprano a nuove prospettive, capaci di rappresentare la complessità delle esperienze umane, a partire da quelle legate ai corpi, alle identità, al genere e alla sessualità. In quest’ottica, la prospettiva queer viene proposta come metodologia per rompere gli schemi normativi.
Attraverso l’alternarsi di interventi teorici, analisi di casi studio e momenti di confronto, il percorso affronta in modo critico le questioni legate all’identità e al genere nelle pratiche espositive, nonché i temi della neurodiversità e della decolonialità, promuovendo approcci inclusivi e plurali.
Il corso è articolato in due giornate:
- La prima giornata introduce i/le partecipanti al tema della queerness nelle istituzioni culturali, con un approfondimento dedicato alla reinterpretazione delle collezioni della Fondazione Querini Stampalia. Seguono un intervento sul tema delle neurodivergenze e una visita al Museo di Palazzo Grimani, dedicata all’analisi delle rappresentazioni di identità e genere nelle narrazioni artistiche.
Gli interventi sono a cura di Nicole Moolhuijsen (ricercatrice), Babet Trevisan e Angela Munari (Fondazione Querini Stampalia), Eleonora Marocchini (ricercatrice) e Valeria Finocchi (Museo di Palazzo Grimani). - La seconda giornata approfondisce il ruolo dei musei come spazi di trasformazione sociale, con particolare attenzione alle pratiche partecipative. Viene proposta una riflessione critica sul tema della decolonialità, sulle identità trans nel settore museale italiano e sul ruolo delle collezioni nei progetti socialmente rilevanti, offrendo strumenti di analisi e prospettive operative.
Gli interventi sono a cura di Viviana Gravano (docente), Giulia Grechi (antropologa) Dani Martiri (professionista museale) e Cesare Cuzzola (ricercatore).
Il laboratorio si propone di:
- comprendere come genere, sessualità, neurodiversità e altre dimensioni identitarie si intrecciano e influenzano l’accesso e la partecipazione culturale;
- fornire gli strumenti per analizzare il linguaggio scritto e visivo, al fine di individuare e superare stereotipi, esclusioni o formulazioni non accessibili;
- acquisire consapevolezza critica sulle nozioni di genere, sessualità, corpo e identità, anche in relazione ai concetti di potere, privilegio e marginalizzazione;
- esplorare l’approccio queer e intersezionale come strumenti di lettura e decostruzione delle narrazioni dominanti nei musei e nelle collezioni;
- riflettere sul ruolo dei professionistə culturali come figure attive nella costruzione di spazi accoglienti e rispettosi della pluralità delle esperienze e delle identità;
- proporre pratiche e strategie per integrare prospettive queer e intersezionali nella progettazione di mostre, percorsi educativi e attività rivolte a pubblici differenti.
Esiti di apprendimento
Al termine del
laboratorio, i e le partecipanti saranno in grado di:
- riconoscere come genere, sessualità, neurodiversità e altre dimensioni identitarie influenzino l’accesso e la partecipazione culturale;
- riconoscere linguaggi scritti e visivi privi di stereotipi, esclusioni o barriere all’accessibilità;
- definire in maniera critica le nozioni di genere, sessualità, corpo e identità in relazione ai concetti di potere, privilegio e marginalizzazione;
- illustrare le caratteristiche di approcci queer e intersezionale come strumenti di analisi e decostruzione delle narrazioni dominanti nei musei e nelle collezioni;
- applicare pratiche e strategie per integrare prospettive queer e intersezionali nella progettazione di mostre, percorsi educativi e attività rivolte a pubblici differenti.
Destinatari
Il corso è rivolto a 30 professionistə attivə in ambiti culturali, sia pubblici che privati, operanti in Veneto e nel Triveneto, interessatə a contribuire a rendere i luoghi della cultura più aperti, accoglienti e rappresentativi della diversità del mondo in cui viviamo.
Personeper è una iniziativa finanziata dall’Unione europea – NextGenerationEU nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, attuata dalla Direzione generale Musei – Ministero della Cultura, Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale, curata dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.